Eremo di Sant'Andrea, 2009 - foto L.Centola

Eremo di Sant’Andrea, 2009 – foto L.Centola

Di questo eremo come di altre costruzioni dismesse ne parla Matteo Fracacreta nella sua opera precedentemente citata. Le fonti sono discordanti sulla sua collocazione, secondo alcune questo si troverebbe nella valle a ridosso di Castelpagano. Altra ipotesi è che questo eremo fosse una grotta (si legge spelonca) e si troverebbe vicino il convento di Sant’Agostino come si legge in alcune righe del manoscritto trovato a Stignano riguardanti la vita di un certo Fra Pietro:
“lungo le scoscese valli di ponente del Monte Gargano, fissò il novello Battista il proprio soggiorno, e noi tuttora possiamo ammirare i miseri avanzi del suo angustissimo reclusorio, non più ampio di due passi. Unito totalmente Pietro al suo Dio nella contemplazione dei misteri celesti e nell’esercizio continuo della mortificazione e della più aspra penitenza, egli non usciva mai da lì, se non per discendere all’adiacente oratorio di San Agostino o per procacciarsi, tra quei paurosi burroni, fra gli agresti frutti e le amare radici, il suo alimento… nella solitudine assoluta del suo reclusorio passò a miglior vita il 15 di dicembre dell’anno 1337 all’età di anni 75. Divulgatasi rapidamente la notizia del prezioso passaggio all’eternità del servo di Dio, un’infinità di gente, di ogni sesso ed età, corse alla spelonca per poter vedere e venerare le spoglie del nero eremita del Monte Gargano presso Sant’Andrea. ”
Personalmente credo che la seconda ipotesi sia la più accreditata, questo perchè alcuni contadini nelle vicinanze della masseria Centola mi hanno fornito indicazioni su un eremo di Sant’Andrea in uno dei canali retrostanti al convento di Sant’Agostino (che salgono dalla valle della Cisternola fino a monte Castello).
In data 4 novembre 2007 durante una escursione per visitare gli eremi della zona, mentre risalivamo il canale citatomi dal contadino per arrivare alla grotta-eremo di San Nicola ci siamo imbattuti in alcune costruzioni veramente stupefacenti. Una di queste in particolare, la seconda incontrata risalendo il canale sulla sinistra rispecchiava fedelmente la descrizione del contadino. Ricordo che mi descrisse l’eremo di sant’Andrea come una piccola spelonca riadattata dall’uomo, che presentava un paio di stanze all’interno, mentre all’esterno una piccola stanza che copriva l’apertura della grotta, tutto ciò si trova addossato su una piccola parete rocciosa. Effettivamente la descrizione rispecchia quello che ritrovammo. Inoltre all’interno in una delle stanze ancora perfettamente intonacate vi è incisa una data del ‘600 ed alcuni nomi e su un’arco posto fuori dalla spelonca si notano ancora segni di una di affresco su di un’arco chiuso da pietre a secco, che probabilmente doveva essere l’ingresso forse poi chiuso per ricavare una specie di cappelletta sacra dove vi doveva essere una qualche effige. Al di fuori vi è una cisterna perfettamente conservata che convoglia le goccie d’acqua che l’umidità crea sulla parete rocciosa. Probabilmente nel corso degli anni è stata riutilizzata da pastori o briganti però le incisioni e i resti di pitture sono una testimonianza che in tempi remoti è stata abitata gente che aveva un minimo di cultura, quasi sicuaramente religiosi che erano gli unici a saper scrivere in quell’epoca. E’ impossibile affermare che questa struttura sia l’eremo di Sant’Andrea, perchè anche le testimonianze di pastori e contadini della zona sono tramandate oralmente da generazioni e generazioni. Ci sono diversi indizi, questo è vero, la descrizione rispecchia la realtà, però bisognerebbe verificare se negli altri canali vi sono strutture del genere. Un ultimo indizio potrebbe essere il fatto che a poca distanza vi è la grotta-spelonca detta di San Nicola. Lo studioso Vittorio Russi (presente all’escursione) visitò questo eremo tempo addietro, lui però ricorda che gli indicarono quest’ultimo come eremo della Cisternola. Come vedete è difficile dare un nome certo a questo eremo, una sola cosa è certa, è un eremo. Di seguito riporto qualche foto poco comprensibile dell’ipotetico eremo di Sant’Andrea.


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