Una fase dei rilievi all'eremo della Croce Piccola

Una fase dei rilievi all’eremo della Croce Piccola

Dopo la prima fase dei rilievi, dove il nostro gruppo di tecnici ha effettuato il rilievo dell’Eremo di Sant’Agostino, siamo riusciti a completare i rilievi degli eremi della Croce Piccola, Sant’Andrea e San Nicola in grotta, tra i più difficili da raggiungere. Da qualche tempo, inoltre, avevo notato nelle immediate adiacenze dell’eremo di Sant’Andrea un paio di insenature inaccessibili a causa della folta vegetazione e questa volta insieme all’aiuto dei nostri amici siamo riusciti a ripulire gli ingressi e scoprire che non si trattava di grotte propriamente naturali ma di piccole rientranze antropizzate riadattate dall’uomo nel corso dei secoli. Senza ombra di dubbio sono due adiacenze dell’eremo di Sant’Andrea. (…)

 

 

 

La prima di queste piccole grotte antropizzate presenta un ingresso con resti di muratura a secco, interno lavorato grossolanamente per ricavare un angusto ambiente dove sulla sinistra sembra esservi una rientranza lavorata a mo’ di nicchia per trovare riposo, le pareti e la volta sono ricoperte di nerofumo, segno che in un periodo non ben definito furono accesi dei fuochi all’interno di questo grottino.

La prima cella ritrovata

La prima cella ritrovata

La seconda grotticina, situata a qualche metro dalla prima, presenta caratteristiche ancor più particolari. Inizialmente non sembrava molto lavorata dall’uomo come la prima, ma nel ripulire meticolosamente l’ingresso è venuto fuori un ingresso con parziale chiusura in muratura e nella parte superiore si notano distintamente segni di riadattamento dell’ambiente con tracce di malta e cocci di tegole. Probabilmente la grotta doveva essere solamente una parte di un ambiente più ampio e variegato con un avancorpo in legno oppure, seconda ipotesi, quei resti potrebbero appartenere ad una rudimentale canna fumaria come quella che si nota nell’eremo di Sant’Andrea (molto più definita questa), vista anche qui la presenza di nerofumo all’interno.

La seconda cella ritrovata

La seconda cella ritrovata

Dopo i nubifragi che hanno colpito il Gargano agli inizi di settembre, avevamo un po’ di apprensione per lo stato di questi eremi. Fortunatamente non vi sono sono stati danni eccezion fatta per un piccolo crollo all’Eremo di Sant’Andrea ma quasi impercettibile. Il vero problema è la fitta vegetazione che quest’anno grazie alle abbondanti piogge non accenna a diminuire anche in vista dell’inverno. Abbiamo dovuto faticare non poco per ripulire queste strutture e  permettere ai ragazzi del gruppo di completare i rilievi.

Alla ricerca di una delle celle dell'Eremo di Sant'Andrea

Alla ricerca di una delle celle dell’Eremo di Sant’Andrea

Le copiose piogge, oltre ad aver scavato un enorme canale nei pressi dell’Eremo di Sant’Agostino hanno fatto venir alla luce numerosi frammenti di ceramica nel canale di San Nicola e, nelle immediate vicinanze dell’omonimo eremo, abbiamo rinvenuto alcuni frammenti particolari.

Ceramica ritrovata nel canale dei San Nicola

Ceramica ritrovata nel canale dei San Nicola

Ceramica ritrovata nel canale dei San Nicola

Ceramica ritrovata nel canale dei San Nicola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ stata una gran bella giornata e vorrei ringraziare tutti i partecipanti: Carla Ramunno, Annalisa Nardella, Pierpaolo Perfetti, Francesco Morleo, Francesco Paolo Giuliani, Claudio Barulli, Michele Del Grosso e Roberto La Porta.

10710761_571147143018373_8436286789364508810_n

Unica nota negativa della giornata: i cacciatori che condividevano con noi lo stesso territorio… sembrava di stare in guerra!

Auguriamo al nostro responsabile del settore tecnico, arch. Carla Ramunno, di poter realizzare un buon lavoro.

Ecco il percorso della nostra giornata… siamo tornati a Stignano con le pile elettriche 🙂

Ludovico Centola
comitato@lavalledeglieremi.it

il nostro percorso

il nostro percorso

You must be logged in to leave a reply.

Sitio web optimizado por: SEO Valencia
Plugin Modo Mantenimiento patrocinado por: Plugin WordPress Maintenance