Fra la valle di Stignano e la valle col nome di Balzata, quali per le straripevoli balze viene così citata, sta eretto il divoto Tempio consegrato alla Gloriosa Regina Madre di Dio… della fondazione del Tempio non vi è scrittura, ò altra memoria autentica, che né ragioni, v’è nondimeno costante fama, et antica tradizione cavata da un manoscritto, che essa in tal guisa avesse avuto origine. Ne passati secoli vi era un casale dedicato alla Madonna, poscia il casale fu abbandonato e ivi rimasero solo dei frati eremiti nelle grotte, poscia anco loro se ne irono e il loco fu deserto.
Del vecchio casale di Santa Maria di Stignano è rimasto quasi niente perché nei secoli ci sono stati diversi sbancamenti per sistemare la strada che dalla piana del Tavoliere sale attraversando la valle di Stignano e che mena a San Marco in Lamis e poi prosegue verso Monte Sant’Angelo. Solo la presenza di una vecchia cappella, di alcune grotte e di alcuni muri ci danno la testimonianza di una presenza abitativa, ma nel raggio di un chilometro c’è la presenza di circa un centinaio di ruderi di piccole vecchie abitazioni, con muri perimetrali e muri di strade di comunicazione. Andrebbe fatto uno studio più approfondito sul sito per censire tutte questi ruderi di vecchie costruzioni in pietra. Da un documento redatto a San Severo il 21 settembre 1231 si conosce che esisteva una Sancte Marie in Valle Stiniano, ma non sappiamo se era questa o altra. Nello Statuto dell’Universitas di San Marco in Lamis del trecento si fanno diversi accenni ad un casale antico nella valle di Stignano e alle sue proprietà che poi furono cedute al casale di San Marco in Lamis dopo l’unificazione. Nello Statuto dell’Universitas di San Marco in Lamis del 1490 si asserisce che la cappella di Nostra Donna de Signano è proprietà dell’Universitas e c’era una confraternita femminile che la gestiva (G. Tardio Motolese, Gli Statuti medioevali dell’Universitas di San Marco in Lamis, San Marco in Lamis, 2005). La cappella non è quella sull’attuale strada statale 272 ma lungo la vecchia via vicino al ponte costruito dal genio militare. In agro dell’abazia di San Giovanni in Lamis nella valle di Stignano alla confluenza con la valle della cappelluccia, prima chiamata balzata, era presente una vecchia cappella che apparteneva al Casale piccolo di Stignano. Presso la cappella di Stignano si recavano diverse confraternite e il capitolo per fare un pellegrinaggio come documentato nello “Status insignis…” Serena Di Lapigio ci fornisce questa piccola leggenda che però nella tradizione popolare ricorda questa antica cappella: Il dott. Luigi Cicerale di San Marco fatti qualche centinaio di metri di tortuoso cammino dopo lasciato Stignano, m’invita a scendere dalla macchina per indicarmi gli avanzi d’una piccola costruzione umilmente acquattata accanto alla via. E’ tradizione che sia stata quella la cappelletta subito innalzata al posto preciso ed al tempo del primo miracolo. E’ un punto in cui la strada serpeggia fra gole di monti ubertosi, dove predomina il mandorlo…. (N. Serena Di Lapigio, Panorami garganici, Città di Castello, p. 180). In diversi documenti che si riferiscono al Convento francescano di Stignano si riferisce che prima del culto mariano presso il Convento già c’era una cappella di Stignano in tenimento dell’Abazia di San Giovanni in Lamis. E’ importante la relazione sull’apparizione della Madonna del 1213 e nell’anno 1715 iniziarono degli eventi prodigiosi alla sacra immagine della Madonna presso la Cappella e il 1718 iniziò il Processo formato ex officio dalla badial Corte di San Marco in Lamis, sopra il Prodigio della Resudazione dell’Immagine della Gloriosa Madre di Dio Maria nella valle di Stignano. Nella relazione sul calcolo della spesa per sottrarre dalle inondazioni la Città di San Marco in Lamis e per rendere transitabile la via di Stignano tra la detta città e San Severo (lavori di
sistemazione della strada verso San Severo a seguito dell’alluvione del settembre 1857) viene descritto il ponte sulla corrente alla Cappella della Valle di Stignano. Ponte che fu costruito qualche anno dopo dal genio militare. Diverse sono le leggende raccontate da vecchi agricoltori del posto legate a questi luoghi. Alcune sono legate al
culto di San Michele nella grotta dell’angelo che è presente a nord a circa 500m, altre a eremiti o pastori abruzzesi, solo alcune sono legate all’antico casale e ai suoi abitanti (G. Tardio Motolese, Il casale di Stignano, L’apparizione della Madonna di Stignano del 1213, La portentosa trasudazione dell’Effigie, 2005).


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