Realizzando le ricerche sugli eremi del Gargano occidentale, mentre stavo ultimando le ricerche sull’eremo delle Trinità nel visionare le ortofoto ho notato delle macere a forma circolare, il fatto mi ha incuriosito e sono voluto tornare sul sito in modo da avere una visione diretta. Dalla visione diretta ho costatato cose che in molte decine di volte che ero andato non avevo mai notato, c’erano tre macere che formavano tre circonferenze ordinatamente disposte, dall’osservazione ho avuto un quadro più completo ma che ha finito per aprire molte porte per altre ipotesi. Si vuole solo descrivere i luoghi e porre delle ipotesi di ricerca e approfondimento, la ricerca deve essere approfondita con l’ausilio di scavi, osservazioni e strumentazione sofisticata.
Il pianoro della Trinità è posto a nord della Valle di Stignano tra la contrada Sambuchello a est, la contrada Vado dell’Occhio a nord, la valle della Cisternola e la cresta di monte Castello a ovest. Ai piedi della salita a sud della montagna c’è il Convento Santuario della Madonna di Stignano.
E’ stato fin dall’antichità zona di confine tra il tenimento di San Marco in lamis (già Abbazia Nullius di San Giovanni in Lamis) e il tenimento di San Nicandro Garganico (già feudo di Castel Pagano). Il confine dei due comuni divide il pianoro, non è questo il luogo per fare la dissertazione sui vantati titoli di Apricena e San Nicandro sui terreni dell’ex feudo di Castel Pagano, segnaliamo solo che il Comune di San Nicandro Garganico in questa contrada si insinua nel tenimento di San Marco con una striscia di terreno.

La parte interessata alla presente è il terreno in comune di San Nicandro garganico al foglio mappale n 111 e alle particelle 26, 22, 27, 28, 25, 30, e il terreno in comune di San Marco in Lamis al foglio mappale n 80, particelle 192, 193, 194, 195, 196, 197, foglio 84, particelle 1, 2, 3, foglio 83 particelle 4, 5, 44, 6, 7, tutte complete o in parte. E’ da precisare che le carte catastali non corrispondono perfettamente alla realtà perché i redattori che hanno realizzato le misurazioni in Comune di San Marco e in comune di San Nicandro non hanno utilizzato per il vertice a sud-est del comune di San Nicandro lo stesso punto e quindi una piccola striscia di terreno non risulta in nessun comune perché è impossibile la sovrapposizione delle due mappature catastali. Ma questo non inficia le misurazioni e lo stato dei luoghi.
Il pianoro è delimitato a sud da una macera con pietra a secco che però non è posta al limite dello spartiacque ma ha un suo andamento autonomo rispetto all’orografia dei luoghi. Il pianoro allo stato di fatto risulta incolto con pascolo spontaneo, alberi e arbusti forestali di vario tipo (leccio, roverella, biancospino, orniello, terebinto) e alcune vecchie piante non potate e in stato di abbandono di mandorli e alcuni olivi inselvatichiti. Dalla osservazione dei posti si arguisce che fino a circa 60 anni fa era interamente coltivato a colture erbacee con alberi da frutta, mentre nelle vecchie visure catastali risultano quasi tutti i terreni erano vigneti che però sono stati distrutti dalla filossera agli inizi del ‘900.

Abbiamo già accennato che c’era il limite di confine tra San Marco in Lamis e Castel Pagano questo si denota meglio sulla organizzazione dei terreni agricoli e sulla loro gestione. Si può capire come nel terreno dell’ex Abbazia si sia sviluppato una capillare presenza umana con le coltivazioni, mentre nei territori dell’ex feudo di Castel Pagano ciò non è avvenuto. Forse dovuto alla diversa politica di gestione del territorio, mentre l’Abazia favoriva la presenza di piccoli coltivatori, il feudo di Castel Pagano favoriva i grandi affittuari con un’organizzazione diversa del territorio e della presenza di famiglie.
Cerchio A si trova a nord del pezzo interessato ha un diametro medio di 50-53 m. Non ha mucchio di pietra centrale ed è delimitato da muro a secco di contenimento a sud e da muro in elevazione a nord, manca una parte di delimitazione a nord-ovest, nella zona sud ci sono due mucchi di pietre.
Cerchio B si trova a est del pezzo interessato ha un diametro medio di 55-60 m. Non ha mucchio di pietra centrale ed è delimitato da muro a secco di contenimento, da muro in elevazione, e da pietre infisse nel terreno.
Cerchio C si trova a ovest del pezzo interessato ha un diametro medio di 50-55 m. Ha mucchio di pietra centrale ed è delimitato da muro a secco di contenimento a sud e da muro in elevazione a nord, manca una parte di delimitazione a nord-ovest.

Il Gragnarile (In dialetto sammarchese è un mucchio di pietre) grande si trova a nord della circonferenza C è un mucchio di pietre con una piccola piramide di pietre in cima. Le pietre sono grigie per al lunga esposizione al sole. Non è il confine comunale perché non passa in quel punto ma è un allineamento tra il centro del cerchio A e l’eremo della Trinità.
Nella zona ci sono molti granarili piccoli di varie dimensioni, andrebbe fatto uno studio sulla loro collocazione ed eventuale disposizione in modo da vedere se c’è un possibile addentellato.
Al lato est della circonferenza A c’è una piccola struttura in pietra (dolmen ??) senza nessun sistemazione ordinata ma che ha una apertura con un piccolissimo vano all’interno. Questa struttura è su due lati confinate con una stradina che si biforca e ha muri di delimitazione.
Al lato nord della circonferenza A c’è una piccola e vecchia casa distrutta in pietra senza con poca sistemazione ordinata, attualmente non ha copertura e non è iscritta a catasto, quindi è da presumere che già nel 1929 era un rudere non utilizzato.
Il lato sud di questi cerchi e dell’eremo della Trinità é delimitato da una macera che forma un recinto ma che sembra speculare dalla zona sud-est alla zona sud-ovest.

Dalle ricerche sul posto e dalle osservazioni si è ipotizzato che questo sito potesse essere:
1)Villaggio protostorico con i cerchi che sono una demarcazione di luoghi pubblici;
2)Tombe;
3)Luoghi sacri, A- tempio o recinto sacro, -B boschetto sacro, -C giardino o orto sacro, -D auguraculum, -E tempio di Giano;
4)Osservatorio astronomico, -A astronomia pre-scientifica, -B astronomia per i solstizi, per osservazioni lunari o stellari -C osservatorio astronomico per attività civili-religiose;
5)Luogo per angolature e allineamenti;
6)Caposaldo topografico, -A allineamento con angoli retti triangolari, -B allineamento con carta nautica da Castel del Monte;
7)Luogo di avvistamento e segnalazione;
8)Luogo legato alla transumanza;
9)Luogo per verificare l’orientamento da La Mecca nel periodo i cui i saraceni stavano sul Gargano;
10)Luogo di scambio commerciale legato alla transumanza;
11)Luogo legato alla stregoneria e altri riti magici;
12) ………
Dagli allineamenti si sono scoperte cose eccezionali, le linee est-ovest vanno da Pulsano a Civitate, le linee nord sud vanno da Torre Mileto, passando per Madonna D’Elio arrivano ad Arpi e proseguono nel centro storico di Foggia. Le linee a 45° (nord-est, sud-ovest) partono da Cagnano e arrivano passando da Casone vicino San Severo alla Madonna dell’Uliveto, a linea nord-ovest e sud-est parte dalla Madonna della Rocca o anche da San Nazzario per arrivare a San Quirico. Ma completando il tracciato si ottiene un ampio reticolo per tutta la Capitanata e si incrociano molti siti medioevali.
L’argomento è molto vasto e complesso non può essere chiuso in queste brevi note.

Integrazione di Ludovico Centola.


Nell’estate del 2007 mentre studiavamo l’eremo della Trinità, Gabriele Tardio a casa sua mi fece notare su una foto aerea che nelle vicinanze dell’eremo vi era una sorta di maceria circolare ben visibile. Il 24 Agosto andammo su posto il sottoscritto, Simone Gualano, Angelo Gualano ed il dott. Giuseppe Nardella. Questa volta decidemmo di non arrivare dal santuario di Stignano, ma bensì dal Sambuchello. Lungo il tragitto per arrivare all’eremo della Ss.ma Trinità vi è una altura dalla quale si ha una ampia panoramica dei luoghi circostanti, tanto che si può ammirare la valle di Stignano, la valle della Cisternola, monte Castello, monte Celano con il convento di San Matteo.

Su questa altura la cosa che si scorge immediatamente è una notevole specchia (antichissima formazione megalitica a forma conica o piramidale realizzata con pietre in grossi blocchi; la loro possibile funzione non è ancora ben accertata, molti studiosi ipotizzano un utilizzo come torri di avvistamento, altri le definiscono tombe di personaggi illustri. Queste potrebbero avere anche origine neolitica, solo in epoca medioevale prendono il nome di “specchia”, derivante quasi certamente dal latino “speculum” (vedetta). Questi monumenti venivano costruiti a ripiani concentrici con grossi blocchi calcarei irregolari al centro del quale si innalzava una torretta circolare realizzata da blocchi di forma rettangolare. Vi erano inoltre rampe di accesso, oggi poco visibili, che permettevano la salita della vedetta sulla parte più alta.) dalla curiosa forma con altre specchie adiacenti di minor grandezza. Fino a qui potrebbe sembrare tutto normale, fatta eccezione per la specchia maggiore, ma la stranezza risiede in una costruzione a dir poco curiosa, poco visibile dal basso ma che ben si scorge dalla sommità della specchia più grande. In effetti dato l’enorme diametro da vicino il passante non riesce a scorgere bene il complesso murario se non da una zona sopraelevata come la specchia grande appunto.
Complesso megalitico della Trinità a San Marco in LamisProvvisti dei nostri strumenti di misurazione verificammo che la macera aveva un andamento circolare quasi perfetto del diametro di circa 55 metri e al centro vi era posta una specchia (se così la si può chiamare) minore. Le coordinate del cerchio sono le seguenti Alt. 570 mt. s.l.m. – N 41°43.523’ – EO 15° 35.057’. Considerando che i cerchi sono 3 o forse più, non voglio dilungarmi sugli allineamenti tra i loro centri e altri tipi di giochi geometrici perchè gli altri cerchi sono stati trovati da G. Tardio successivamente a questa data grazie ad una accurata analisi di aereofotogrammetrie e di rilievi su posto, io ed i miei collaboratori in quella data studiammo solo il cerchio più vicino all’eremo della Trinità.
Inoltre credo di non avere le competenze per fare delle affermazioni di carattere tecnico. Quello che posso dirvi è che la prima impressione che si ha stando sul luogo è che sia un qualcosa di preistorico, come se vi fosse un uso specifico di questa struttura in tempi assai remoti. Su due piedi potrebbe essere tutto come potrebbe essere niente. Inizialmente abbiamo avanzato delle ipotesi che naturalmente sono dettate più dalla fantasia che dallo stato di fatto. Abbiamo ipotizzato che questo complesso di cerchio e specchie potesse essere:
1 – Terreno spianato e liberato dal pietrame atto ad uso seminativo o per la pastorizia
2 – Oracolo pagano o utilizzato per riti pagani
3 – Sito preistorico dedicato al culto funerario
4 – Osservatorio astronomico, forse una sorta di Cromlech

La prima ipotesi è motivata dal fatto che un tempo tutta la zona era adibita ad uso agricolo, in particolare quell’altura nei vecchi catasti è contrassegnata come zona seminativa, forse per questo qualcuno ha voluto spianare il terreno per fare una sorta di orto e per facilitare il tutto ha accumulato le pietre in modo da fare il recinto circolare e da concentrare al centro un parte del pietrame per evitare di portarlo troppo lontano. Questa è però una ipotesi troppo semplice secondo me perchè mi chiedo che senso ha fare 3 cerchi su una altura abbastanza pianeggiante in un modo poi così perfetto. Poi la presenza di quella specchia enorme è davvero strana, perchè chiunque potrebbe dire che quelle sono solo macerie per liberare il terreno come ce ne sono tante in queste zone. Bene, però quella più grande ha una forma molto strana ed è molto diversa da tutte le altre, poi se si inizia a prendere qualche misura ci si rende conto che è troppo banale costuire una recinzione del genere per delimitare un’orto o per fare un recinto per animali, che poi sarebbe davvero troppo basso per questo uso.
La seconda ipotesi è stata avanzata perchè in queste zone vi sono innumerevoli leggende riguardanti oracoli pagani dedicati a Calcante, Podalirio ed altri. Inoltre sono stati ritrovati incartamenti dove è testimoniata l’usanza di alcuni riti magico-esoterici che si tenevano alla Trinità, siccome la Trinità denota non solo l’eremo ma bensì tutta l’altura questa ipotesi risulta abbastanza fondata.
La terza ipotesi è molto fuorviante però è pur sempre una ipotesi. La stuttura circolare con al centro una maceria ben squadrata dà un senso di una struttura pseudo-ipogea atta al culto funerario preistorico, quasi a voler dare una seppellitura importante, una sorta di monumento. Questa ipotesi però si fa sempre meno attendibile con il ritrovamento degli altri cerchi. Bisognerebbe effettuare degli scavi per verificare l’esistenza di una tomba.
La quarta ipotesi è dettata da giochi geometrici che ci siamo permessi di effettuare con varie triangolazioni ed altre prospettive, però tutto questo solo per una curiosità personale perchè nessuno di noi ha competenze in merito e vuole immedesimarsi in uno studioso di archeoastronomia. Ho scritto che sembra una sorta di Cromlech ma non lo è in effetti. Infatti il cromlech (dal gallese “pietra curva), è una grandiosa costruzione megalitica del neolitico di massi disposti in cerchi concentrici. Uno degli esempi più famosi si trova a Stonehenge, in Inghilterra. Probabilmente usata per osservare le diverse posizioni del sole durante l’anno, questa costruzione consentiva di stabilire l’alternarsi delle stagioni. All’interno di questo colossale calendario astronomico si celebravano riti propiziatori per il buon esito dei raccolti. I cromlech sono fatti da megaliti enormi, invece questi cerchi sono fatti da muretti a secco. Potrebbe esservi un qualcosa di astronomico, non so se la specchia grande possa servire ad indicare una posizione solare oppure a visionare altro.

Prossimamente cercheremo di fornirvi ulteriori dettagli su questo complesso, magari con l’ausilio degli esperti


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